Si parla di sottopeso quando l'indice di massa corporea scende al di sotto del valore di 18,5 kg/m2 (questo indice, ricordiamolo, è il rapporto tra il peso in kg e l'altezza in metri elevata al quadrato). Numerosi sono i fattori che entrano in gioco: la
magrezza, non è necessariamente
sinonimo di malattia. E' comunque importante stabilire innanzitutto se si
è di fronte ad una magrezza costituzionale o secondaria, ossia conseguente ad una patologia o ad un comportamento eccessivo.
Non è raccomandabile praticare diete ingrassanti o imbottirsi di vitamine e integratori (un po' come si faceva una volta con i bambini troppo magri), piuttosto è consigliabile puntare ad un aumento della massa magra attraverso un costante esercizio fisico, basato soprattutto su esercizi di potenziamento, associato ad una dieta equilibrata (non è necessario che sia iperproteica come pensano in molti!) che magari consideri un piccolo surplus di energia dovuto al maggiore esercizio fisico.
I soggetti sottopeso dicevamo, non sono necessariamente malati. Purtroppo però negli ultimi anni, si fanno sempre più frequenti fenomeni di cattiva alimentazione che spesso sono considerabili dei veri e propri casi di malnutrizione. Spesso questi atteggiamenti sono dettati dalle mode, altre volte da una cattiva educazione alimentare e non sono tipici solo degli adolescenti come si pensa! In ogni caso la nostra società tende sempre più spesso a favorire comportamenti sbagliati (o addirittura assurdi), piuttosto che facilitare lo stabilirsi di buone pratiche di igiene alimentare. Ecco quindi che, insieme a questi fenomeni, sono sempre più frequenti anche i disturbi dell'alimentazione che, è importante ricordarlo, sono però delle patologie di tipo psichiatrico e vanno affrontate secondo precisi protocolli clinici da personale esperto.
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